Piacere sono il cibo PDF Stampa E-mail

piacere_il_ciboSi  dovrebbe pensare alla perdita di peso, in termini di cambiamenti in modo permanente delle proprie abitudini alimentari e dello stile di vita mentre gli obiettivi di perdita di peso sono di solito fissati in termini di settimane.

 

Il punto fondamentale è capire che per dimagrire non si deve smettere di mangiare, anzi, si deve solo imparare a farlo. Milioni di persone iniziano diete dimagranti fai da te sottoponendo l'organismo ad uno stress incredibile, privandolo di carboidrati per settimane intere per poi all'improvviso riempirlo di pizza e dolci.

 

E' chiaro, allora, che tutti i sacrifici fatti e la fame sofferta saranno vanificati in pochissimo tempo, abituando l'organismo a mangiare poco, infatti,  il metabolismo rallenta, motivo per cui quando si ritorna a mangiare normalmente si tende ad assimilare addirittura più di prima.

 

E' necessario capire allora che, prima ancora che la quantità è la qualità di ciò che si mangia che può favorire un dimagrimento.

 

Certo dimagrire mangiando può essere un percorso un po' più lungo delle poche settimane di fame, ma non vi è dubbio che richiede sacrifici minori, non toglie il buon umore ed assicura risultati più duraturi. La fine del gioco è quello di sostenere questi cambiamenti nel corso di mesi e anni, vale a dire cambiare stile di vita per la vita.

 

Purtroppo, per quello che è  la mia esperienza di lavoro  ritengo che la maggior parte di coloro che desiderano dimagrire si perdano per strada tra una dieta e l'altra e questo principalmente  per mancanza di un'adeguata informazione.

 

Dopotutto quante possibilità di successo si possono avere se si conosce la meta, ma non la strada per raggiungerla?

 

 E se non si conosce a fondo la realtà di ciò che si sta intraprendendo, com'è possibile opporsi alle false promesse di chi assicura cali ponderali rapidi e cospicui? 

 

 Diete con regimi particolarmente restrittivi, adottate per brevi periodi con l'obiettivo di perdere più peso possibile, rischiano di instaurare circoli viziosi che inducono il paziente a stare perennemente a dieta.

 

Questo fenomeno viene chiamato dieting, che  definisce  una vera e propria sindrome di dipendenza, dovuta al fatto che si perde peso con una dieta restrittiva, ma se ne riprende anche più  durante la fase di "disinibizione", condizione che spinge a riprendere le restrizioni. L'allarme proviene dagli esperti riuniti al XXII Congresso nazionale dell'Associazione nazionale dietisti (Andid), che mettono in guardia su alcune categorie in particolare: il 70% delle ragazze è a dieta, ma non sempre la segue in modo corretto rischiando di trasformare un leggero sovrappeso in livelli di peso più gravi e contribuendo ad incrementare i casi di obesità.

 

«Il dieting è la tendenza a sentirsi costantemente in obbligo di stare a dieta» spiega Giovanna Cecchetto, presidente Andid «spesso frutto del fai-da-te, senza buon senso, che porta a diete iniziate e mai finite, incostanti e mal strutturate, che creano la sindrome da yo-yo, conseguente ai periodi di dieta severa alternati a un'alimentazione disordinata e al consumo incontrollato dei cibi più graditi e golosi e dei cosiddetti junk-food e causa numero uno della dipendenza. La dieta drastica è basata sulla rinuncia e sulla classificazione dei cibi in "consentiti" e "proibiti" e pertanto  è sopportabile per poco tempo.

 

Spesso, infatti, la rinuncia si allarga  ad  un'ampia quantità di alimenti necessari (quali ad esempio il pane e la pasta) e il risultato è quello di affamarsi».

 

Gli esperti convengono sul fatto che molto spesso da questo eccessivo rigore dipende la voglia incontrollata dei cibi più temuti e ansiogeni, e la difficoltà a controllarne la quantità, motivo per cui si tende a introdurre il concetto di porzioni e non di grammi e di frequenza di consumo, anziché di limitazione  di certi alimenti e di  puntare sul lungo termine per acquisire capacità di gestire il desiderio di particolari cibi, tentazioni e situazioni difficili, come occasioni sociali e impegni di lavoro, con consapevolezza e strategie vincenti e semplici da attuare nella quotidianità. «Non si deve togliere, piuttosto inserire nella dieta alimenti in modo corretto, equilibrato e vario» afferma Ambra Morelli, responsabile Andid Lombardia e dietista alla clinica San Carlo di Paderno Dugnano (Milano) «Non si deve ovviamente mangiare tutto insieme, ma saper scegliere come alimentarsi senza escludere nulla.

 

Le diete del divieto a schema rigido e austero sono fallite e non hanno più senso. Non ci sono alimenti che fanno male, si deve saper scegliere con libertà cosa mangiare con più frequenza. Questa è sicuramente un'alimentazione piacevole, attenta al lato emotivo perché da gratificazione e piacere del cibo». Ogni persona è unica – ha una sua storia individuale, proprie abitudini alimentari e di vita – e deve essere analizzata come un insieme di corpo, mente ed emozioni.

 

Alimentarsi nel modo giusto quindi è prioritario  ed è questo il mio impegno verso chi si rivolge a me per iniziare insieme  un percorso formativo che mi piace chiamare :

PIACERE, sono il cibo

 
 
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