Perchè Educazione Alimentare


educazione alimentare

Negli ultimi anni gli interventi terapeutici nel trattamento dell’obesità hanno subito una grande modificazione e si sta passando da interventi dietetici prettamente prescrittivi che garantivano una perdita rapida del peso corporeo, ma non mantenuta nel tempo ad un approccio educazionale nel quale si focalizza l’attenzione sul piano motivazionale e comportamentale e si cerca ,quindi, di instaurare nel paziente una coscienza alimentare e una modificazione del suo stile di vita . A dar ragione a quanto esposto riporto i risultati del “ Finnish Diabetes Prevention Study” nel quale sono stati presi in esame circa 500 pazienti con ridotta tolleranza al glucosio.
Questi pazienti sono stati suddivisi in due gruppi: uno di controllo e un gruppo di intervento.Al gruppo di controllo veniva consegnata una dieta e consigli sull’esercizio fisico, mentre il gruppo di intervento partecipava a lezioni di educazione alimentare che proponevano semplici obiettivi da raggiungere. I risultati sono stati una riduzione del 58% dei nuovi casi di diabete nel gruppo di intervento rispetto a quello di controllo. Oltre a questo studio sono stati effettuati altri studi importanti al riguardo e tutti hanno riportato conclusioni sovrapponibili a questo.
L’obeso deve rapportarsi ad una normalità alimentare, può e deve assumere cibo in base alle sue necessità caloriche che, come valore assoluto, di certo non sono inferiori a quello del soggetto normopeso. E’ questo il punto di partenza che va potenziato come messaggio e che deve diventare una convinzione che porta a migliorare di conseguenza il comportamento alimentare. Si passa dalla convinzione all’esperienza di potere assumere cibo in quantità normale e saziante; inserendo cibo in rapporto alla fame e alla voglia alimentare che va soddisfatta per non perdere il controllo e non ricadere nell’abbuffata.

Mangiare di più per mangiare meno.

L’obeso incomincia allora a rapportarsi ad una normalità dietologica e a sentirsi di conseguenza non diverso dagli altri.

L’eccesso di grasso va contrasto eliminando l’eccesso di cibo.

Un programma alimentare equilibrato non instaura una fame biologica e pertanto il controllo diventa più facile. Il supporto costante -settimanale- fornito dal nutrizionista serve di rinforzo in questo percorso che di certo non è facile ma possibile. L’obeso che riscopre la capacità di controllarsi forte di questa piacevole scoperta vira la propria mente verso pensieri positivi che rinforzano l’autostima e decolpevolizzano. In questo modo si limitano e a volte si escludono gli stress emotivi negativi che spesso più della fame biologica portano ad assumere cibo in quantità smodata. La fame biologica non porterà mai ad assumere la quantità di cibo a cui invece porta la fame nervosa.

Valorizzazione degli obiettivi raggiunti

Gli obiettivi divisi a scadenza temporale a breve,medio e lungo periodo e la loro valorizzazione frutto della consapevolezza , sono la vera garanzia del successo. Il rinforzo della motivazione di partenza va attuato negli incontri periodici di supporto alla terapia. Non bisogna enfatizzare mai gli obiettivi a lunga scadenza ma apprezzare i vantaggi estetici, funzionali e di malattia ottenuti già durante la prima fase del programma. E’ compito del nutrizionista far emergere i vantaggi affinchè l’obeso sia sempre più responsabile dei miglioramenti ottenuti. La bilancia, il metro, gli esami di laboratorio, il sentirsi e il vedersi meglio sono i parametri in grado di dare consapevolezza e motivo sempre più forte per il cambiamento.

Gestione della trasgressione

E’ il vero punto focale del programma. La trasgressione non solo non va evitata ma va cercata e sperimentata perchè serve a rinforzare la capacità di sapersi controllare. Il vero controllo nutrizionale è dato dalla capacità di seguire una regola ma sopratutto di saper trasgredire per poi tornare alle regola di base. L’obeso è fin troppo bravo a seguire la regola ma è incapace a gestire la trasgressione. Questa, infatti, rappresenta spesso la fine del programma nutrizionale di perdita del peso. La terapia dietologica è un viaggio in autostrada dove la fermata all’area di servizio rappresenta il riposo per poi riprendere la strada maestra.

Sorprendersi con piacere della consapevolezza di sapersi controllare

Risparmio tutti i giorni per poter spendere ed essere felice di poterlo fare. La sazietà evita la perdita di controllo che è la naturale conseguenza della restrizione che stimola la fame. Il rispetto della regola nutrizionale e la possibilità o meglio la necessità della trasgressione porta ad acquisire un autocontrollo alimentare. L’obeso che riscopre la capacità di sapersi controllare rinforza la propria autostima e intravede la possibilità di perdere peso e poterlo mantenere.

Mantenere

Il supporto periodico, quindicinale o mensile nella prima fase, bimestrale nella fase di mantenimento, e la possibilità di potersi mettere in contatto con il proprio terapeuta fa si che l’obeso non si senta mai solo nel doversi fare carico dei suoi chili e dei suoi problemi. La consapevolezza dei risultati raggiunti e la loro valorizzazione innesca dei meccanismi di autorinforzo che naturalmente fanno esercitare il controllo e quindi il mantenimento del peso raggiunto. Il circolo vizioso dei pensieri negativi si converte in un circolo virtuoso dove i pensieri positivi sviluppano idee e comportamenti favorevoli la perdita e il mantenimento del peso corporeo.

Obiettivi

Riassumendo questi gli obiettivi che si prefigge il programma:

• Ridurre il peso corporeo;

• Acquisire schemi di ragionamento utili per la perdita e il mantenimento del proprio peso;

• Acquisire tecniche, strategie e informazioni utili per la perdita e il mantenimento del proprio peso;

• Migliorare l’autostima e l’autoefficacia;

• Migliorare il rapporto con il proprio corpo.

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