Sindrome da alimentazione notturna

Night eating syndroma: di cosa si tratta?

La sindrome da alimentazione notturna consiste nella compulsione a mangiare notevoli quantità di cibo, che generalmente si configurano come vere e proprie abbuffate, durante le ore notturne. 

Tale sindrome si accompagna spesso alla tendenza a digiunare durante il giorno oppure ingerire soltanto piccole quantità di cibo e ad avere un sonno piuttosto disturbato. Gli episodi di iperalimentazione si verificano dunque durante i continui risvegli notturni e tali episodi determinano a loro volta un peggioramento della qualità oltre che della quantità del sonno, che spesso viene raggiunto solo a seguito di ingestione di cibo. 

Il circolo vizioso che si instaura va inquadrato alla luce della compresenza di tre aspetti patologici che finiscono per autoalimentarsi reciprocamente: la patologia alimentare, una disturbo del sonno e un disturbo dell’umore, che incide notevolmente sulla condizione di insonnia.

Sindrome da alimentazione notturna

I criteri diagnostici

I criteri diagnostici proposti sono i seguenti:

  1. Ricorrenti episodi di alimentazione notturna che si manifestano mangiando dopo i risvegli dal sonno oppure con l’eccessivo consumo di cibo dopo il pasto serale.
  2. Consapevolezza e ricordo di aver mangiato.
  3. Il comportamento non è conseguenza di influenze esterne come la modificazione del ciclo sonno-veglia dell’individuo oppure da norme sociali.
  4. La persona prova un significativo disagio e/o il suo funzionamento è compromesso .
  5. Questa modalità di alimentazione disordinata non è spiegata dal disturbo da binge eating (alimentazione incontrollata) o da altri disturbi, compreso il disturbo da uso di sostanze e non è attribuibile ad un altro disturbo medico o all’effetto di farmaci.

La sindrome da alimentazione notturna si configura, quindi, come un disturbo caratterizzato da frequenti episodi di risveglio notturno durante i quali la persona tende a ricorrere a spuntini, generalmente carboidrati, nella convinzione di non riuscire a riprendere sonno qualora non assuma del cibo. Si stima che coloro i quali ne soffrono tendano ad assumere circa il 25% del fabbisogno calorico giornaliero dopo cena o durante i risvegli notturni (0’Reardon, Ringel, Dinges, 2004).

A quali disturbi si accompagna?

Sulla base di una review pubblicata nel 2015 da Kucukgoncu, Midura e Tek, la sindrome da alimentazione notturna si presenta frequentemente associata ad altri disturbi psichiatrici, in particolare disturbi alimentari (DA) come il Binge Eating Disorder (BED) o la Bulimia Nervosa (BN). È stata, infatti, stimata una prevalenza della night eating syndrome, fra coloro i quali soffrono di altri disturbi alimentari, che oscilla fra il 5 e il 44% (Stunkard et al., 1996).

La Sindrome da Alimentazione Notturna si differenzia, tuttavia, dagli altri DA sulla base dello specifico pattern alimentare, dalla quantità di calorie assunte durante il giorno e quelle, per contro, assunte durante la notte, dall’assenza di comportamenti compensatori e dalla compromissione del sonno. Nei BED i risvegli notturni con assunzione di cibo possono talvolta essere presenti ma non sono così distintivi e frequenti come nella sindrome da alimentazione notturna . Inoltre, nel BED la quantità di cibo assunta durante le abbuffate è maggiore rispetto a quella assunta durante gli episodi della night eating syndrome (Allison, 2011).

Frequently Asked Questions

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In quali ambiti opera il nutrizionista?

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Quanto tempo dura un trattamento nutrizionale?

Un percorso nutrizionale dipende dalla situazione iniziale e dalla necessità o dagli obiettivi prefissati, nonché dalle condizioni fisiologiche che si presentano. Quindi un percorso è soggettivo e viene definito alla prima visita e poi corretto e aggiornato ai controlli successivi. Per poter raggiungere prima gli obiettivi è necessario aderire in modo pieno e corretto al piano alimentare e rispettare la cadenza dei controlli volti ad aggiornare la situazione ed eventualmente ad apportare gli aggiustamenti necessari.

IL RISCHIO DI SPOSTARE GLI APPUNTAMENTI E' DI PEGGIORARE LA SITUAZIONE E DI RIDURRE LA MOTIVAZIONE?

Al termine del primo periodo necessario per raggiungere gli obiettivi di dimagrimento  o per raggiungere gli obiettivi prefissati è importante e consiglio caldamente un controllo da effettuarsi ogni 3-4 mesi per seguire correttamente il piano di mantenimento, che ha lo scopo di correggere eventuali errori alimentari e consentirti di proseguire in modo autonomo un sano stile di vita.

Le diete elaborate sono personalizzate?

I piani alimentari che preparo sono personalizzati e sono impostate per rispettare le esigenze ed lo stile di vita dei clienti, nel rispetto delle necessità del piano dietetico.

Quanto tempo dura la visita?

Per la prima visita è necessaria circa un’ora, per i controlli successivi cira 30 minuti. Chiedo di rispettare i tempi degli appuntamenti per garantire a tutti di essere seguiti nel modo migliore.

Prepara diete anche per bambini?

Per i bambini sino ai 7 anni consiglio di rivolgersi anche ad un pediatra di fiducia, con cui collaboro per definire una sana alimentazione. Per i bambini è bene correggere la qualità alimentare attraverso consigli alimentari senza una vera dieta, impegnativa da seguire. In caso ci fosse il bisogno di un calo ponderale per condizioni patologiche, è possibile l’elaborazione di un piano dietetico specifico.

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