SOVRAPPESO E OBESITA’

Differenze e fattori di rischio

Con i termini di sovrappeso e obesità si considerano due diversi livelli della stessa condizione: un peso eccessivo come conseguenza di un aumentato accumulo di grasso. Rappresentano senza ombra di dubbio un fattore di rischio per la salute in particolar modo cardio-vascolare.

Si parla di obesità quando una persona pesa oltre il 20% in più rispetto al suo peso corporeo ideale, mentre si dice che è in sovrappeso se pesa il 10-20 % in più. Per la valutazione dell’obesità non è importante solo l’indice di massa corporea, ma vi sono differenze individuali in parte genetiche ed in gran parte a seconda della distribuzione del grasso corporeo e non.

Sovrappeso e obesità

L’Obesità

Quando si è in sovrappeso e quando si è obeso

La distribuzione adiposa può essere identificata mettendo in rapporto la misurazione in Cm della Circonferenza della Vita e la misurazioni in Cm della Circonferenza dei Fianchi (Waist/Hip Ratio – WHR -)

  • Androide: WHR > 0.85
  • Ginoide: WHR < 0.78
  • Intermedia: WHR < 0.84

Numerosi studi hanno riconosciuto che un eccesso di grasso nella zona addominale (androide), è un importante fattore nel determinare lo sviluppo di alcune patologie, indipendentemente dalla quantità di peso in eccesso.

Il livello di rischio minimo coincide con un indice di obesità compreso fra 19,5 e 24,9 e aumenta sia se tale valore aumenta sopra i 25 sia che scenda sotto i 19,5. Dunque occhio al sovrappeso ma anche al sottopeso.

 

Obesità e sovrappeso

Obesità di tipo androide

Questo tipo di sovrappeso viene considerato più rischioso poichè è quello che solitamente si associa a ipertensione arteriosa, diabete, ipercolesterolemia e iperuricemia. La conseguenza di tutto ciò sta in un aumento della frequenza di malattie cardiovascolari in questi soggetti, fra i quali si riscontrano i casi più frequenti di decesso per infarto miocardico.

Obesità di tipo ginoide

Questo tipo di sovrappeso non comporta i rischi di quello precedente in quanto non è direttamente correlato con le malattie descritte sopra. Il danno maggiore che esso comporta è “limitato” all’azione meccanica che un carico eccessivo esercita soprattutto sulle articolazioni del ginocchio e del piede e che esita invariabilmente in artrosi. L’obesità di tipo ginoide, comporta alterazioni a livello della circolazione venosa, il ché a sua volta, è alla base dello sviluppo della cosiddetta “cellulite”.

Tipo intermedio

Questo tipo di sovrappeso è intermedio anche per quanto riguarda la predisposizione alle malattie già descritte poichè non è pericoloso come il tipo androide ma nemmeno cosi “innocuo” come quello ginoide. Il discorso sui danni da sovraccarico articolare rimane, comunque, valido come per tutti gli altri tipi di sovrappeso.

L’Obesità infantile

Un fenomeno sempre più dilagante 

In Italia due bambini su 10 sono in sovrappeso e uno su 10 è obeso, con  una maggiore prevalenza nel centro sud. L’obesità nei bambini è un fenomeno non solo dilagante ma anche persistente: circa il 50% degli adolescenti obesi rischia di esserlo anche da adulto.

Sempre più bambini e adolescenti soffrono di patologie conseguenti all’obesità sinora sconosciute nell’infanzia, come ipertensione, dislipidemia e diabete di tipo 2.

Nuovi dati sulle complicanze dell’obesità emergono dalla recente Consensus SIP-SIEDP su Diagnosi, trattamento e prevenzione dell’obesità del bambino e dell’adolescente:

 

Obesità infantile
  • un bambino obeso su 20 ha la glicemia alta, condizione definita di pre-diabete, cioè un’alterazione del metabolismo del glucosio che però può ancora regredire;
  • più del 30% dei bambini obesi hanno trigliceridi e colesterolo elevati ridotto rispetto ai valori di normalità, condizione che li espone a rischi di sindrome metabolica e alla comparsa di arteriosclerosi; 
  • più del 30% dei bambini obesi hanno grasso accumulato nel fegato, condizione evidente di un danno epatico iniziale che però può progredire e peggiorare nel tempo;
  • più del 10% dei bambini obesi ha valori pressori superiori alla norma.

Questi rischi possono essere contrastati con il controllo del peso, attraverso corretti stili di vita e una dieta equilibrata, ma è molto importante l’intervento precoce!

BMI Riferimento principale

L’indice di massa corporea come primo parametro di riferimento

L’indice di massa corporea (BMI) è l’unità di misura con cui oggi si classifica il peso di una persona e si calcola dividendo il peso corporeo, espresso in chilogrammi, per l’altezza, espressa in metri al quadrato. Quando si è in sovrappeso l’indice di massa corporea è compreso fra i 25 e i 30.

E’ inoltre possibile classificare il sovrappeso in base alle zone in cui si posiziona l’accumulo di grasso.

Sottopeso

Sottopeso

Se il numero e’ entro il quinto percentile

Normopeso

Normopeso

Dal quinto all’85esimo

Sovrappeso

Sovrappeso

Dall’85esimo al 95esimo

Obeso

Obeso

Dal 95esimo percentile in poi

Elenco delle patologie che è possibile sviluppare con l’aumento del BMI

  1. Malattie cardiovascolari (infarto, ipertensione, ictus)
  2. Diabete tipo II
  3. Malattie della colecisti
  4. Malattie del fegato
  5. Cancro (cancro del colon, cancro della mammella, cancro dell’endometrio, cancro della colecisti)
  6. Dislipidemie (ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia)
  7. Gotta
  8. Alterazioni della funzionalità mestruale (riduzione della fertilità e della possibilità di gravidanza)

Se tuo figlio è obeso, aiutalo!

La regola principale per tenere lontani sovrappeso e obesità, valida a tutte le età della vita, è seguire un’alimentazione a bassa densità calorica, basata sui principi della dieta mediterranea, con almeno 5 porzioni tra frutta, verdura e ortaggi, privilegiando le fonti vegetali di proteine e ripartita in circa 5 pasti giornalieri

A questa si deve aggiungere un’altra “regola d’oro”: trascorrere mediamente almeno 60 minuti al giorno in attività fisica moderata/intensa. E’ documentato che l’attività fisica previene sovrappeso e obesità e migliora il metabolismo a tutte le età.

Sport per i bambini

Non solo sport, ma anche gioco!

Promuovere l’attività fisica nei bambini non significa necessariamente coinvolgerli in un’attività sportiva strutturata, ma avere uno stile di vita attivo (camminare a piedi, andare sul triciclo o in bicicletta, giocare all’aperto, fare le scale ecc. .)

Il movimento non è solo sport, è anche gioco, passeggiate all’aria aperta: tutte attività che devono far parte delle abitudini quotidiane di bambini ed adolescenti di tutte le età.

La Società Italiana di Pediatria ha promosso la piramide dell’attività fisica e motoria. Alla base della piramide sono indicate le attività da svolgere quotidianamente, man mano che si sale verso i gradini più alti della piramide si incontrano le attività da svolgere con minore frequenza.

 Fattori che possono influenzare l’aumento del peso

Fattori genetici

Alcuni studi condotti su gemelli hanno fornito l’evidenza clinica sull’importanza che esercita sull’accumulo di grasso e sulle alterazioni del comportamento alimentare. Uno studio condotto su 362 coppie di gemelli cresciute assieme e 311 coppie allevate separatamente, ha evidenziato, in modo inequivocabile che i gemelli omozigoti, anche se cresciuti in ambienti diversi, mostravano livelli simili di peso corporeo. Inoltre, è stato stimato che il rischio di obesità nelle famiglie dei soggetti obesi è due volte superiore rispetto alla popolazione generale.

Fattori sociali

Esiste una prevalenza di sovrappeso e obesità nelle persone con più bassa scolarità e reddito. Allo stesso modo, si tende ad ingrassare dopo il matrimonio. Alcune culture asiatiche e africane, esaltano e perseguono il sovrappeso che considerano un segno di benessere e prosperità. È evidente che nella nostra società tale considerazione è all’opposto.

Il proliferare dei Fast-food e dei loro cibi ricchi in grassi e poco sazianti, ha coinciso con un’impennata della percentuale di sovrappeso e obesità.
Molti messaggi dei mass media sono creati da specialisti della comunicazione che hanno molti più soldi e risorse per pubblicizzare cibi ipercalorici di quanti ne abbia chi si deve occupare di diffondere una corretta alimentazione.

Sesso

Numerosi processi fisiologici contribuiscono ad aumentare il deposito di grasso corporeo nelle donne perché il tessuto adiposo è essenziale per assicurare la capacità riproduttiva femminile.

Sovrappeso e gravidanza

Una alimentazione carente della donna in gravidanza sembra favorisca lo sviluppo di sovrappeso. Per spiegare tale associazione è stata elaborata l’ipotesi secondo cui un feto esposto a carenze alimentari, adatti la sua crescita ed il suo metabolismo alle attese di un’alimentazione carente dopo la nascita.

Tra i sei e i dieci anni, si assiste al periodo del rimbalzo adiposo; in questo periodo di solito il bambino impara a socializzare ed è maggiormente vulnerabile ad adottare comportamenti alimentari scorretti.

Disfunzioni endocrine

Al contrario di quanto si pensa, l’obesità derivante da disfunzioni endocrine è molto rara, presente in meno dell’1 % dei soggetti obesi.

Fattori ambientali

Pur accettando l’idea che la genetica abbia un ruolo importante nello sviluppo del sovrappeso, l’attuale livello percentuale di obesità nei paesi industrializzati non può essere imputata semplicemente ad una questione di geni. Infatti, tale epidemia di sovrappeso, sarebbe impossibile se non vi fossero fattori ambientali, come la dieta. È ormai risaputo che il peso aumenta quando le calorie introdotte superano quelle eliminate.

Dunque una dieta ricca in grassi, capaci di apportare un numero più che doppio di calorie rispetto a proteine e carboidrati, è responsabile di un aumento di peso. Occorre sottolineare che i grassi, pur avendo un numero elevato di calorie, hanno una scarsa capacità di far terminare l’assunzione di cibo e di sopprimere la fame.

Non è da sottovalutare che i cibi ricchi in grasso, appena messi in bocca, danno una sensazione molto piacevole, per cui è facile assumerli in eccesso.
Anche l’attività fisica gioca un ruolo chiave nello sviluppo dell’obesità. Basti pensare infatti che il sovrappeso è assente negli atleti professionisti in attività e presente negli stessi atleti che hanno interrotto le competizioni.

Un luogo comune che occorre sfatare, è che l’attività fisica faccia venire più fame. È stato dimostrato che, chi svolge attività fisica regolare tende a mangiare una quantità di cibo con contenuto calorico di poco inferiore a quello consumato. Esperienza comune, di chi si sottopone a programmi di attività fisica dimagrante, è che al temine della seduta si avverta una soppressione della fame.

Sospensione del fumo

E’ stato stimato che ogni sigaretta fumata coincida con un consumo calorico di circa 15 kcal. Per cui un fumatore da un pacchetto al giorno, una volta che sospenda il fumo, si ritrova con una riduzione del dispendio energetico di circa 300 kcal. Inoltre per resistere alla voglia di sigaretta spesso si mettono in bocca caramelle o cioccolatini che contengono calorie.

Farmaci

Esistono alcuni farmaci che possono causare un aumento di peso, come antipsicotici, antidepressivi, antiepilettici, insulina, cortisonici.

Dall’approccio dietetico restrittivo a quello cognitivo-comportamentale

Non solo diete restrittive, negli ultimi anni è stato proposto un approccio cognitivo-comportamentale basato sull’educazione terapeutica centrato sulla famiglia.

Questi nuovi programmi hanno la finalità di raggiungere una riduzione del peso attraverso cambiamenti dello stile di vita, realizzati partendo dal rispetto del paziente e della sua famiglia, proponendo un colloquio motivazionale, potenziando le competenze familiari, rendendo i piccoli pazienti ‘autonomi’, superando i sensi di colpa legati al peso e al fallimento delle terapie dietetiche intraprese, ed al cattivo rapporto con la propria immagine corporea.

Questo percorso educativo cerca di superare la vergogna che blocca la famiglia davanti ad una patologia stigmatizzante, di affrontare e ridurre gli episodi di derisione e bullismo tanto comuni in ambito domestico, scolastico e persino sanitario, che fanno soffrire i bambini e i ragazzi, con lo scopo di modificare le rappresentazioni mentali, gli atteggiamenti e i comportamenti delle famiglie con obesità nei confronti degli alimenti e dell’attività motoria attraverso un processo di empowerment, cioè di crescita culturale e presa in carico consapevole ed autonoma delle loro scelte di vita e di salute.

Frequently Asked Questions

Scopri come lavoro!

In quali ambiti opera il nutrizionista?

Il Nutrizionista prepara piani alimentari per la perdita di peso, per l’incremento ponderale, per adulti e minorenni, per sportivi e sportive, donne in allattamento, gravidanza, in premenopausa e menopausa, per vegetariani e vegani per situazioni patologiche quali obesità, sindrome metabolica ed altri

Quanto tempo dura un trattamento nutrizionale?

Un percorso nutrizionale dipende dalla situazione iniziale e dalla necessità o dagli obiettivi prefissati, nonché dalle condizioni fisiologiche che si presentano. Quindi un percorso è soggettivo e viene definito alla prima visita e poi corretto e aggiornato ai controlli successivi. Per poter raggiungere prima gli obiettivi è necessario aderire in modo pieno e corretto al piano alimentare e rispettare la cadenza dei controlli volti ad aggiornare la situazione ed eventualmente ad apportare gli aggiustamenti necessari.

IL RISCHIO DI SPOSTARE GLI APPUNTAMENTI E' DI PEGGIORARE LA SITUAZIONE E DI RIDURRE LA MOTIVAZIONE?

Al termine del primo periodo necessario per raggiungere gli obiettivi di dimagrimento  o per raggiungere gli obiettivi prefissati è importante e consiglio caldamente un controllo da effettuarsi ogni 3-4 mesi per seguire correttamente il piano di mantenimento, che ha lo scopo di correggere eventuali errori alimentari e consentirti di proseguire in modo autonomo un sano stile di vita.

Le diete elaborate sono personalizzate?

I piani alimentari che preparo sono personalizzati e sono impostate per rispettare le esigenze ed lo stile di vita dei clienti, nel rispetto delle necessità del piano dietetico.

Quanto tempo dura la visita?

Per la prima visita è necessaria circa un’ora, per i controlli successivi cira 30 minuti. Chiedo di rispettare i tempi degli appuntamenti per garantire a tutti di essere seguiti nel modo migliore.

Prepara diete anche per bambini?

Per i bambini sino ai 7 anni consiglio di rivolgersi anche ad un pediatra di fiducia, con cui collaboro per definire una sana alimentazione. Per i bambini è bene correggere la qualità alimentare attraverso consigli alimentari senza una vera dieta, impegnativa da seguire. In caso ci fosse il bisogno di un calo ponderale per condizioni patologiche, è possibile l’elaborazione di un piano dietetico specifico.

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