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	<title>Servizi Archivi - Studio Nutrizione Zanghi</title>
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	<title>Servizi Archivi - Studio Nutrizione Zanghi</title>
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		<title>SEO Audit per nutrizionisti di Roma: trova più pazienti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Sep 2025 07:24:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Servizi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel panorama competitivo del settore sanitario e del benessere a Roma, la presenza online di un nutrizionista riveste oggi un ruolo cruciale per attrarre.....</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.studionutrizionezanghi.it/seo-audit-per-nutrizionisti/">SEO Audit per nutrizionisti di Roma: trova più pazienti</a> proviene da <a href="https://www.studionutrizionezanghi.it">Studio Nutrizione Zanghi</a>.</p>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p style="text-align: justify;">Nel panorama competitivo del settore sanitario e del benessere a Roma, la <strong>presenza online di un nutrizionista</strong> riveste oggi un ruolo cruciale per attrarre e fidelizzare i pazienti. Con l’aumento costante della ricerca di servizi sanitari attraverso strumenti digitali, la semplice creazione di un sito web non basta più per emergere.</p>
<p style="text-align: justify;">È indispensabile adottare strategie mirate che migliorino la visibilità del proprio sito nei motori di ricerca, facilitando così il contatto con potenziali clienti sul territorio romano. In questo contesto, il SEO audit si configura come uno strumento essenziale per valutare la salute digitale di un sito web e identificare le aree di miglioramento.</p>
<p style="text-align: justify;">L’<strong>analisi SEO</strong>, infatti, consente di approfondire aspetti tecnici, contenutistici e strutturali che determinano il posizionamento nelle pagine dei risultati di Google, un elemento sempre più decisivo anche per un professionista della nutrizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ottimizzare la presenza digitale significa migliorare la capacità di intercettare richieste specifiche come “nutrizionista Roma centro” o “consulenza nutrizionista zona Trastevere”, rispondendo così in modo efficace alle esigenze degli utenti. Attrarre nuovi pazienti tramite il canale online non solo incrementa il bacino d’utenza, ma può tradursi in una maggiore stabilità e crescita del proprio studio professionale.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo articolo approfondiremo cosa sia un SEO audit, perché è importante nel settore della nutrizione a Roma e quali passi pratici possono compiere i professionisti per migliorare la loro visibilità digitale.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>L’importanza di un sito web ottimizzato per un nutrizionista a Roma</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">In un mercato locale come quello romano, che ospita un gran numero di specialisti in nutrizione, l’offerta digitale deve essere competitiva e allineata alle dinamiche di ricerca degli utenti. Il sito web di un nutrizionista rappresenta infatti il primo punto di contatto virtuale con i potenziali pazienti, e un sito ben realizzato è in grado di trasmettere professionalità, chiarezza e affidabilità. Tuttavia, la mera presenza di una pagina web non garantisce automaticamente un buon flusso di visite o richieste di appuntamenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Affinché il sito emerga nei risultati di Google tra le tante offerte, è necessario curare diversi aspetti, a partire dalla struttura tecnica e dal contenuto: da una navigazione intuitiva all’uso corretto e strategico delle parole chiave. Le ricerche eseguite dagli utenti sono sempre più localizzate, per cui inserire parole chiave come “nutrizionista Roma centro” o “consulenza nutrizionale personalizzata Roma” aiuta a intercettare la domanda locale reale. Inoltre, la velocità di caricamento del sito, la compatibilità con dispositivi mobili (smartphone e tablet) e una struttura di pagine coerente sono fattori che influiscono direttamente sull’esperienza dell’utente e, di conseguenza, sul posizionamento.</p>
<p style="text-align: justify;">In risposta a queste esigenze, un SEO audit permette di analizzare in modo sistematico e strutturato ogni componente del sito per identificare eventuali criticità. Si tratta quindi di una vera e propria “radiografia digitale” che offre un quadro completo dell’efficacia del posizionamento e delle performance tecniche del sito stesso. Questo processo consente di stabilire priorità per migliorare gradualmente la presenza online, allineandola agli obiettivi di marketing e acquisizione clienti.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Cosa comprende un SEO audit per un nutrizionista: elementi chiave da analizzare</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">L’analisi SEO non si limita a uno o due aspetti superficiali, ma esamina differenti livelli di un sito web, fornendo una visione complessiva delle sue performance. Per un nutrizionista che vuole farsi trovare facilmente dai pazienti a Roma, conoscere i punti principali di questa analisi è fondamentale.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Ottimizzazione delle parole chiave locali</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Le parole chiave rappresentano il cuore di ogni strategia SEO. Individuare termini pertinenti e specifici come “nutrizionista Roma” o “dietologo a Roma centro” è essenziale per intercettare le ricerche degli utenti che cercano servizi nella propria area geografica. Un <a href="https://seowebsolutions.it/seo-audit-analisi-efficace-per-migliorare-il-sito/" target="_blank" rel="noopener" title="seo audit"><strong>SEO audit</strong></a> valuta se queste keyword sono correttamente integrate nei titoli, nei meta tag, nelle descrizioni e nei contenuti del sito, e suggerisce eventuali miglioramenti per aumentarne la rilevanza.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Analisi della struttura del sito</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Un sito ben organizzato garantisce una navigazione fluida e aiuta i motori di ricerca a interpretarne meglio il contenuto. Durante l’audit si verifica la gerarchia delle pagine, la presenza di collegamenti interni coerenti e l’assenza di errori 404 o link rotti. Questi aspetti aiutano a migliorare sia l’esperienza utente sia l’indicizzazione delle pagine da parte dei crawler di Google.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Velocità di caricamento e compatibilità mobile</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">La velocità con cui le pagine si caricano è un fattore determinante non solo per il posizionamento, ma anche per la permanenza degli utenti sul sito. L’analisi tecnica comprende l’individuazione di eventuali elementi pesanti o non ottimizzati, come immagini troppo grandi o script non necessari. Inoltre, la compatibilità con dispositivi mobili è imprescindibile, dato che sempre più utenti cercano servizi di nutrizione direttamente dai loro smartphone.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Qualità e pertinenza dei contenuti</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Oltre agli aspetti tecnici, il contenuto deve rispondere alle domande degli utenti e fornire informazioni chiare, aggiornate e scientificamente fondate. Un buon SEO audit valuta anche la presenza di testi utili sulla nutrizione, consigli, riferimenti alle ultime linee guida e una struttura che faciliti la lettura e l’interazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Per chi desidera approfondire come viene effettuata un’analisi precisa e dettagliata per ottimizzare il sito web, un esempio valido è un’attenta analisi disponibile nel [Seo audit], che illustra come migliorare concretamente la visibilità digitale attraverso strumenti professionali.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Come i nutrizionisti di Roma possono approcciare il SEO audit e migliorare la loro presenza online</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Per un nutrizionista a Roma che vuole incrementare la propria visibilità digitale, è possibile seguire diverse strategie per iniziare il percorso di ottimizzazione.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Primo controllo manuale e strumenti gratuiti</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Anzitutto, è utile effettuare un controllo preliminare con strumenti gratuiti disponibili online, come Google PageSpeed Insights, Google Search Console, o strumenti di analisi delle parole chiave. Queste piattaforme offrono indicazioni immediate su aspetti tecnici come la velocità del sito e alcune parole chiave già posizionate, permettendo di individuare facilmente alcuni problemi evidenti o opportunità.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Coinvolgimento di un esperto SEO</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Data la complessità delle tematiche tecniche e la necessità di un’analisi approfondita, rivolgersi a professionisti che possano effettuare un SEO audit completo diventa spesso la scelta più efficace. Un consulente SEO può individuare dettagli nascosti che influenzano negativamente il posizionamento e proporre soluzioni personalizzate, dall’ottimizzazione tecnica all’approfondimento della strategia dei contenuti, passando per la localizzazione delle ricerche.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Monitoraggio e aggiornamenti continui</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Il mondo della SEO è in continua evoluzione, così come gli algoritmi dei motori di ricerca. Per questo motivo, un buon nutrizionista digitale deve considerare l’ottimizzazione del proprio sito come un processo dinamico e svolgere controlli periodici, aggiornando contenuti, migliorando velocità e adeguando la strategia di parole chiave secondo i trend di ricerca locali.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Benefici tangibili: più appuntamenti e fidelizzazione</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">L’investimento in un SEO audit e nelle successive ottimizzazioni si traduce in una maggiore visibilità e in un flusso più costante di visitatori qualificati che cercano consulenze nutrizionali proprio a Roma. Questo si riflette direttamente in un aumento degli appuntamenti, una migliore fidelizzazione dei pazienti esistenti e la possibilità di costruire una reputazione forte e riconosciuta nel territorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Implementando una strategia SEO ben pianificata e integrata, il nutrizionista può dunque accrescere la propria competitività senza dover affidarsi esclusivamente a passaparola o pubblicità tradizionali, elementi che in ambienti altamente cittadini come Roma possono perdere efficacia.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo approccio sinergico tra competenze nutrizionali e strumenti di marketing digitale consente di valorizzare al massimo il potenziale professionale, ottimizzando la comunicazione e la relazione con i pazienti in una realtà urbanistica complessa e stimolante come quella di Roma. In questo contesto, affidarsi a una professionista esperta come la <a data-start="492" data-end="558" class="decorated-link" href="https://www.studionutrizionezanghi.it/chi-sono/"><strong data-start="493" data-end="554">Dott.ssa Maria Luisa Zanghì, biologa nutrizionista a Roma</strong><span aria-hidden="true" class="ms-0.5 inline-block align-middle leading-none"><svg width="20" height="20" viewbox="0 0 20 20" fill="currentColor" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg" data-rtl-flip="" class="block h-&#091;0.75em&#093; w-&#091;0.75em&#093; stroke-current stroke-&#091;0.75&#093;"><path d="M14.3349 13.3301V6.60645L5.47065 15.4707C5.21095 15.7304 4.78895 15.7304 4.52925 15.4707C4.26955 15.211 4.26955 14.789 4.52925 14.5293L13.3935 5.66504H6.66011C6.29284 5.66504 5.99507 5.36727 5.99507 5C5.99507 4.63273 6.29284 4.33496 6.66011 4.33496H14.9999L15.1337 4.34863C15.4369 4.41057 15.665 4.67857 15.665 5V13.3301C15.6649 13.6973 15.3672 13.9951 14.9999 13.9951C14.6327 13.9951 14.335 13.6973 14.3349 13.3301Z"></path></svg></span></a> rappresenta una scelta strategica per chi desidera intraprendere un percorso alimentare personalizzato e basato su solide competenze scientifiche. territorio.te a On the road, su Italia 1.</p></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
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		<title>Disturbi del comportamento alimentare: cause e segni da conoscere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Dec 2023 10:14:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nutrizione di base]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I disturbi del comportamento alimentare sono patologie caratterizzate da una alterazione del rapporto che una persona ha con il cibo e il proprio corpo....</p>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><span>I </span><strong>disturbi del comportamento alimentare</strong><span> sono patologie caratterizzate da una alterazione del rapporto che una persona ha con il cibo e il proprio corpo. Colpiscono prevalentemente gli adolescenti, in particolare di sesso femminile, e sono caratterizzati dalla presenza di comportamenti patologici finalizzati alla perdita di peso, da anomale attitudini nei confronti del peso e delle forme corporee e, da severe complicanze fisiche e psichiche.</span></p>
<p><span></span></p>
<h2 class="av-special-heading-tag " itemprop="headline"><strong><span id="Riconoscere_i_segni_del_disturbo_del_comportamento_alimentare">RICONOSCERE I SEGNI DEL DISTURBO DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE</span></strong></h2>
<p><span class="apple-converted-space"><span>I <strong>disturbi del comportamento alimentare (dca)</strong></span></span><span> hanno il loro esordio principalmente nell’età adolescenziale e un target nella maggior parte femminile, anche se non sono esclusi casi di pazienti maschi.</span></p>
<p><span> </span><span>La paura di ingrassare resta l’elemento comune e principale nelle diverse forme di patologia alimentare. I <a href="https://web.archive.org/web/20211206194723/https://www.cakemania.it/blog/disturbi-del-comportamento-alimentare-come-riconoscerli-e-chiedere-aiuto/">DCA</a> possono essere connotati dalla presenza o meno di condotte restrittive come il digiuno totale o parziale e/o di condotte evacuative come il vomito autoindotto o l’uso inappropriato di lassativi, diuretici e/o condotte compensative come l’iperattività fisica. </span></p>
<p><span></span></p>
<h2 class="av-special-heading-tag " itemprop="headline"><strong><span id="Quando_si_manifestano_i_DCA">QUANDO SI MANIFESTANO I D.C.A.</span></strong></h2>
<p>I <strong>disturbi del comportamento alimentare</strong> si manifestano più comunemente nell’adolescenza o nella prima età adulta, sebbene i semi siano gettati molto prima a livello biologico, familiare e sociale.</p>
<p>Anche se è impossibile modificare la base genetica di qualcuno o trattenere l’enfasi distorta della società sull’apparenza, peso e forma, potrebbe essere di aiuto incoraggiare le persone giovani a valutare in modo critico i messaggi inviati dalla pubblicità e dai media e a sviluppare dei propri valori non competitivi di successo personale in alcune aree della vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong><span id="Disturbi_alimentari_dca_caratteristiche_e_fattori_di_rischio">DISTURBI ALIMENTARI (DCA): CARATTERISTICHE E FATTORI DI RISCHIO</span></strong></h2>
<section class="av_textblock_section " itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/BlogPosting" itemprop="blogPost">
<div class="avia_textblock  " itemprop="text">
<p>Una persona risulta maggiormente predisposta a sviluppare un disturbo dell’alimentazione se:</p>
<ul>
<li>è poco assertiva</li>
<li>ha poca autostima</li>
<li>ha poche capacità sociali</li>
<li>ha la tendenza ad evitare problemi difficili e/o situazioni interpersonali</li>
<li>ha una tendenza al perfezionismo</li>
<li>è cresciuta in un ambiente in cui cibo e alimentazione, peso e forma corporea hanno assunto un significato sproporzionato</li>
<li>è cresciuta in un ambiente familiare iperprottettivo e controllante, dove l’indipendenza non è stata incoraggiata.</li>
</ul>
<p>Ciascuna di queste caratteristiche è mantenuta ed espressa da idee disfunzionali riguardanti il significato personale attribuito al peso e alle forme corporee e da contingenze rinforzanti associate alla dieta e al digiuno.</p>
<p>E’ importante sapere che, prima viene posta una diagnosi maggiori sono le possibilità di guarigione.</p>
<p>Esistono alcuni “segnali” tipici, che devono stimolare la nostra attenzione, per poter capire in tempo se un parente o un amica/o corre il rischio di sviluppare <a href="https://web.archive.org/web/20211206194723/https://www.dabitonto.com/anto-psiche/i-disturbi-del-comportamento-alimentare.htm"><strong>disturbi della condotta alimentare.</strong></a></p>
<p><strong></strong></p>
<h2 class="av-special-heading-tag " itemprop="headline"><strong><span id="Alcune_caratteristiche_di_personalita_comuni_ai_soggetti_con_disturbi_del_comportamento_alimentare">ALCUNE CARATTERISTICHE DI PERSONALITÀ COMUNI AI SOGGETTI CON DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE</span></strong></h2>
<section class="av_textblock_section " itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/BlogPosting" itemprop="blogPost">
<div class="avia_textblock  " itemprop="text">
<ul>
<li>
<div>
<p>Scarsa stima di sé: spesso sono presenti senso di inadeguatezza, insicurezza, indecisione, svalutazione, incapacità</p>
</div>
</li>
<li>
<div>
<p>Continua ricerca di conferme e approvazioni, cui però segue una incredulità</p>
</div>
</li>
<li>
<div>
<p>Perfezionismo: comune la presenza di obiettivi impegnativi, a volte non realistici e che di conseguenza portano a continui fallimenti. Di qui il coinvolgimento e l’abbassamento dell’autostima</p>
</div>
</li>
<li>
<div>
<p>Pensiero del tutto o nulla: c’è la propensione a vedere le cose come buone o cattive, bianche o nere. O ci si sente controllati o non lo si è affatto e i cibi sono divisi tra innocui e pericolosi. Questo tipo di pensiero è legato strettamente al perfezionismo e di conseguenza ha un’influenza rilevante anche sul concetto di autostima.</p>
</div>
</li>
</ul>
</div>
</section>
<section class="av_textblock_section " itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/BlogPosting" itemprop="blogPost">
<div class="avia_textblock  " itemprop="text">
<div>
<blockquote>
<p>Recenti studi hanno posto in evidenza ulteriori condizioni di forti squilibri nell’alimentazione dell’individuo dovuti a cause psicologiche e fisiologiche .</p>
</blockquote>
</div>
</div>
</section>
</div>
</section></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div><div class="et_pb_row et_pb_row_3">
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					</a>
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					</a>
				</span>
			
			</div>
			</div>
				
				
				
				
			</div>
				
				
			</div>
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		<title>Dieta sportiva: Le regole base</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Dec 2023 16:42:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nutrizione di base]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo articolo vi voglio parlare di quanto sia importante seguire una buona dieta sportiva. Insieme scopriremo come l’alimentazione sportiva non è...</p>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>In questo articolo vi voglio parlare di quanto sia importante seguire una buona <strong>dieta sportiva</strong>.</p>
<p>Insieme scopriremo come l’alimentazione sportiva non è molto diversa dall’alimentazione bilanciata seguita da un soggetto sedentario.</p>
<p>La differenza riguarda principalmente la quantità di calorie, ossia il carburante che deve essere introdotto quotidianamente per soddisfare la maggior richiesta di energia determinata dall’aumento del lavoro muscolare.</p>
<p>Alimentazione bilanciata significa introdurre ogni giorno una buona varietà di alimenti – cereali, legumi, carne, latte, frutta e verdura – per essere certi di assumere tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno.</p>
<p>Nella <strong>dieta sportiva, </strong>sia dieta agonistica che non agonistica<strong>,</strong> il fabbisogno calorico può oscillare dalle 2.000 alle 5.000 kcal al giorno a seconda del sesso, dell’età e dell’intensità e durata dello sforzo sostenuto.</p>
<p>Consumando più alimenti aumenta anche la quantità di sali minerali e vitamine introdotte.</p>
<p>Il più delle volte, quindi, è superfluo ricorrere agli integratori; basta solo rispettare, come in tutte le diete bilanciate e armoniche, la giusta ripartizione tra i nutrienti. Al giorno d’oggi è di fondamentale importanza seguire una <strong>corretta alimentazione sportiva</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<div class="av-special-heading av-special-heading-h2  blockquote modern-quote modern-centered  avia-builder-el-23  el_before_av_textblock  avia-builder-el-first   av-inherit-size ">
<h2 class="av-special-heading-tag " itemprop="headline"><strong><span id="Sport_e_alimentazione_corretta_idee_e_consigli_pratici">SPORT E ALIMENTAZIONE CORRETTA: IDEE E CONSIGLI PRATICI</span></strong></h2>
</div>
<section class="av_textblock_section " itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/BlogPosting" itemprop="blogPost">
<div class="avia_textblock  " itemprop="text">
<p>Prima di capire l’importanza dell’alimentazione, possiamo affermare che non esistono alimenti particolari che migliorano le prestazioni sportive;</p>
<ul>
<li>Una <strong>corretta dieta sportiva</strong> ti garantisce la salute anche quando vieni sottoposto a stress fisico: nutrizione e allenamento sono il binomio vincente.</li>
<li>L’ultimo pasto prima della competizione deve essere copioso ma digeribile e deve essere consumato almeno tre o quattro ore prima della prova</li>
</ul>
<h3><strong><span id="Non_eccedere_con_gli_integratori_sportivi">Non eccedere con gli integratori sportivi</span></strong></h3>
<p>Nella dieta per chi fa sport, l’assunzione degli integratori deve rispettare necessità effettivamente dimostrate. Non eccedere: sarebbe solo un lavoro in più per l’organismo</p>
<h3><span id="Dieta_per_sportivi_e_fondamentale_bere_tanta_acqua"><strong>Dieta per sportivi: è fondamentale bere tanta acqua</strong></span></h3>
<p><a href="https://web.archive.org/web/20211206214336/https://bellaviawellness.com/e-importante-bere-acqua-per-allenarsi-meglio/"><span><strong>Bere troppa acqua fa male</strong></span></a>? Assolutamente NO!</p>
<p>E’ utile bere prima durante e dopo l’allenamento piccole quantità di acqua minerale o bevande isotoniche. Naturalmente ricchi di acqua e minerali sono anche i centrifugati di frutta e verdura che rappresentano quindi un’alternativa molto salutare e meno costosa alle bevande in commercio”;</p>
<p>Gli obiettivi principali del dopo gara sono senza dubbio la reidratazione e la formazione di nuove riserve glucidiche;</p>
<h3><strong><span id="Alimentazione_nello_sportivo_dopo_un_allenamento_serale_lo_spuntino_non_deve_mai_mancare">Alimentazione nello sportivo dopo un allenamento serale: lo spuntino non deve mai mancare</span></strong></h3>
<p>Perchè è così importante seguire una corretta <strong>dieta sportiva </strong>dopo l’allenamento serale? allenarsi prima di cena è una pratica sempre più comune ma bisogna ricordare che per non arrivare stanchi e senza energie al momento di fare la nostra attività fisica è bene aver fatto uno spuntino che ci dia le energie giuste per allenarsi come una barretta energetica, un frullato di frutta fresca o una banana;</p>
<h3><strong><span id="Da_evitare_alimenti_ricchi_di_grassi">Da evitare alimenti ricchi di grassi</span></strong></h3>
<p>Nell’alimentazione per sportivi sono da evitare alimenti molto ricchi di grassi come focaccia, pizza, tramezzini e dolci con creme.</p>
<h3><strong><span id="Consumare_tanta_frutta_e_verdura">Consumare tanta frutta e verdura</span></strong></h3>
<p>La frutta e la verdura sono senza dubbio da includere nella <strong>dieta dello sportivo</strong>. Nell’attività sportiva avete bisogno di tante vitamine e sali minerali, sostanze che prendete dalla frutta e dalla verdura.</p>
<h3><strong><span id="Una_buonaalimentazione_di_uno_sportivo_deve_necessariamente_contenere_tante_proteine">Una buona alimentazione di uno sportivo deve necessariamente contenere tante proteine</span></strong></h3>
<p>Nonostante i carboidrati siano fondamentali anche nell’attività anaerobica <strong>la dieta dello sportivo</strong> richiede una dieta che favorisca la costruzione di una massa muscolare e permetta di avere l’esplosività necessaria per i compiti richiesti quindi per una corretta alimentazione è bene considerare una dieta che contenga una quantità corretta di proteine</p>
<h3><strong><span id="La_carne_e_fondamentale_ma_con_moderazione">La carne è fondamentale ma con moderazione</span></strong></h3>
<p>La carne è un alimento fondamentale soprattutto per gli atleti ma bisogna cercare di non consumarne in modo eccessivo. Soprattutto bisogna cercare di ridurre la carne rossa. Se da una parte è vero che contiene proteine, dall’altra apporta una gran quantità di grassi saturi e di <a href="https://web.archive.org/web/20211206214336/https://www.ilmediconline.it/colesterolo-alto/" target="_blank" rel="noopener">colesterolo</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</section>
</div>
<div class="av-special-heading av-special-heading-h2 custom-color-heading blockquote modern-quote modern-centered  avia-builder-el-25  el_after_av_one_full  el_before_av_one_full   av-inherit-size ">
<h2 class="av-special-heading-tag " itemprop="headline"><strong><span id="Alimentazione_e_Sport">ALIMENTAZIONE E SPORT</span></strong></h2>
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<hr />
</div>
</div>
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<section class="av_textblock_section " itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/BlogPosting" itemprop="blogPost">
<div class="avia_textblock  " itemprop="text">
<div class="flex_column av_one_full flex_column_div av-zero-column-padding first avia-builder-el-26 el_after_av_heading el_before_av_heading">
<div class="avia_textblock">
<p>La maggior parte di noi pratica un’attività fisica in modo occasionale o amatoriale: jogging prima del lavoro, un corso di aerobica, o saltuari esercizi di palestra.</p>
<p>In tutti questi casi non e’ necessario preoccuparsi di seguire una dieta speciale in quanto le linee guida di base per una sana alimentazione nello sport (basata dunque su un regime alimentare equilibrato e una adeguata idratazione), sapranno fornire tutta l’energia e i nutrienti di cui abbiamo bisogno per svolgere la nostra attività fisica.</p>
<p>Ma se l’allenamento e’ particolarmente faticoso e intenso, se si pratica sport a livello agonistico o se si compete in gare di resistenza, una <strong>dieta sportiva</strong> può certamente aiutare a raggiungere le migliori performance e a recuperare più rapidamente dopo lo sforzo.</p>
<p><strong>Una corretta alimentazione sportiva</strong> deve contenere una serie di alimenti proteici poveri di grassi come: latte scremato, <a href="https://web.archive.org/web/20211206214336/https://www.riza.it/dieta-e-salute/mangiare-sano/2719/yogurt-a-ogni-ora-e-per-tutte-le-eta.html" target="_blank" rel="noopener">yogurt</a>, carne magra, pesce, <a href="https://web.archive.org/web/20211206214336/https://www.riza.it/dieta-e-salute/dimagrire/2714/fagioli-e-piselli-amici-della-linea.html" target="_blank" rel="noopener">legumi</a>.</p>
<p>Chi si allena con dedizione, sia per motivi agonistici che amatoriali, sa che <strong>l alimentazione dello sportivo</strong> prevede una certa attenzione, anche in funzione dei tipi di sport praticati.</p>
<h3><strong><span id="Alimentazione_nello_sport_il_riscaldamento_e_il_ruolo_del_nutrizionista_sportivo">Alimentazione nello sport: il riscaldamento e il ruolo del nutrizionista sportivo</span></strong></h3>
<p>Nel piano settimanale di allenamento di uno sportivo un ruolo fondamentale lo deve avere il riscaldamento.</p>
<p>Il mio consiglio è senza dubbio quello di riscaldarsi sempre prima di un allenamento per evitare strappi muscolari e preparare in modo adeguato il corpo.</p>
<p>Il ruolo del <strong>nutrizionista sportivo</strong> è di fondamentale importanza per alimentazione di un atleta: lo aiuta a riconoscere quali sono gli alimenti funzionali alla sua attività e in quali quantità e modalità deve assumerli per poterne trarre tutti i benefici possibili, considerando che svolgere un’attività fisica comporta inevitabilmente un aumento del dispendio energetico.</p>
<p>Per questo motivo l’esperienza del biologo nutrizionista è rivolta anche a tutti coloro che praticano attività sportiva a tutti i livelli: dai dilettanti, agli agonisti, ai professionisti.</p>
<p>Il nutrizionista sportivo può quindi elaborare una tabella alimentare personalizzata finalizzata a:</p>
<ul>
<li>un aumento di massa magra/muscolare;</li>
<li>una diminuzione di massa grassa;</li>
<li>un mantenimento dello status fisico.</li>
</ul>
<p>E’ bene ricordare che l’attività fisica e avere una buona <strong>dieta sportiva</strong> prevengono l’insorgenza dell’obesità; particolare attenzione va rivolta all’<a href="https://web.archive.org/web/20211206214336/https://www.studionutrizionezanghi.it/sovrappeso-e-obesita/" target="_blank" rel="noopener"><strong>obesità infantile</strong></a> che è favorita dalla riduzione del movimento e da una maggiore attenzione nei confronti della televisione, dei videogiochi e del computer.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>
<div class="av-special-heading av-special-heading-h2 custom-color-heading blockquote modern-quote modern-centered avia-builder-el-28 el_after_av_one_full el_before_av_one_full av-inherit-size"></div>
</div>
</section>
</div>
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<h2 class="av-special-heading-tag " itemprop="headline"><strong><span id="Dieta_atleta">DIETA ATLETA</span></strong></h2>
<div class="av-subheading av-subheading_below av_custom_color ">
<hr />
</div>
</div>
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<section class="av_textblock_section " itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/BlogPosting" itemprop="blogPost">
<div class="avia_textblock  " itemprop="text">
<p>Il corpo umano per poter funzionare al meglio ha bisogno di una miscela di <a href="https://web.archive.org/web/20211206214336/https://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/nutrienti.html" target="_blank" rel="noopener">macronutrienti</a> (carboidrati, proteine, grassi); il 50/60% delle calorie che giornalmente assumiamo deve provenire dai carboidrati, non più del 30% dal gruppo dei grassi e il restante 10/20% dal gruppo delle proteine. Scopriamo insieme l’apporto di macronutrienti nell’alimentazione dello sportivo per chi pratica sport di resistenza, velocità e forza.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</section>
</div>
<div class="flex_column av_one_half  flex_column_div av-zero-column-padding first  avia-builder-el-31  el_after_av_one_full  el_before_av_one_half  column-top-margin">
<div class="av-special-heading av-special-heading-h3  blockquote modern-quote modern-centered  avia-builder-el-32  el_before_av_textblock  avia-builder-el-first   ">
<h3 class="av-special-heading-tag " itemprop="headline"><strong><span id="Sport_di_resistenza">Sport di resistenza</span></strong></h3>
</div>
<section class="av_textblock_section " itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/BlogPosting" itemprop="blogPost">
<div class="avia_textblock  " itemprop="text">
<p><span>Coloro che svolgono sport di resistenza (<strong>maratona</strong>, fondo e mezzofondo, gli sciatori, i ciclisti), infatti, necessitano di una grande scorta di <strong>carboidrati</strong> che garantisca loro un apporto di glicogeno sufficiente a fornire energia durante gli sforzi prolungati.</span></p>
<p><span>L’apporto di macronutrienti per questi sportivi dovrebbe essere suddiviso in:</span></p>
<ul>
<li><strong><span>60 % carboidrati</span></strong></li>
<li><strong><span>25 % grassi</span></strong></li>
<li><strong><span>15 % proteine</span></strong></li>
</ul>
<p><em><span>Via libera, quindi, a pasta, riso, patate, pane, muesli, verdura, frutta fresca e secca</span></em></p>
<p><em><span></span></em></p>
<p><em><span></span></em></p>
</div>
</section>
<div class="av-special-heading av-special-heading-h3  blockquote modern-quote modern-centered  avia-builder-el-34  el_after_av_textblock  el_before_av_textblock   ">
<h3 class="av-special-heading-tag " itemprop="headline"><strong><span id="Sport_di_forza">Sport di forza</span></strong></h3>
</div>
<section class="av_textblock_section " itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/BlogPosting" itemprop="blogPost">
<div class="avia_textblock  " itemprop="text">
<p><span>Chi invece pratica sport di forza, quali sollevamento pesi, lancio del peso, martello o disco, è importante l’<strong>apporto</strong> <strong>proteico</strong>, che favorisce lo sviluppo della <strong>massa muscolare</strong>; ovviamente, non deve mancare una buona percentuale di <strong>carboidrati</strong>, che forniranno il necessario apporto di energia, senza il quale l’organismo sarebbe costretto ad intaccare le riserve di proteine.</span></p>
<p><span>L’apporto di grassi deve essere invece moderato, per consentire un ottimale consumo delle proprie energie.</span></p>
<p><span>Una corretta proporzione di macronutrienti può essere così suddivisa:</span></p>
<ul>
<li><strong><span>55 % carboidrati</span></strong></li>
<li><strong><span>20 % proteine</span></strong></li>
<li><strong><span>25 % grassi</span></strong></li>
</ul>
</div>
</section>
</div>
<div class="flex_column av_one_half  flex_column_div av-zero-column-padding   avia-builder-el-36  el_after_av_one_half  el_before_av_one_full  column-top-margin">
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<h3 class="av-special-heading-tag " itemprop="headline"><strong><span id="Sport_di_velocita">Sport di velocità</span></strong></h3>
</div>
<section class="av_textblock_section " itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/BlogPosting" itemprop="blogPost">
<div class="avia_textblock  " itemprop="text">
<p>Per gli <strong>atleti</strong> che praticano attività di velocità e scatto (gare di sprint, salto in lungo, 100 metri, nuoto sulle brevi distanze) sarà importantissimo un giusto apporto di <strong>carboidrati</strong>, l’unico nutrimento che garantisce energia immediata con il minor dispendio di ossigeno.</p>
<p>Inoltre, i <strong>carboidrati</strong> garantiscono la concentrazione mentale e la velocità di reazione. Altrettanto importanti per questi sportivi sono le <strong>vitamine</strong> ed i <strong>sali minerali</strong>, quindi la loro dieta deve prevedere molta frutta e verdura fresche, carne magra, pesce, alimenti integrali.</p>
<p>Una giusta proporzione dei macronutrienti sarà:</p>
<ul>
<li><strong>60 % carboidrati</strong></li>
<li><strong>20 % proteine</strong></li>
<li><strong>20 % grassi</strong></li>
</ul>
<p>L’apporto proteico per una persona che pratica attività fisica moderata dovrebbe essere di circa 1 grammo per ogni kg di peso corporeo; nell’<strong>alimentazione agonistica</strong>, la dose giornaliera consigliata sale da 1,1 a 1,7 grammi per ogni kg di peso corporeo. Alimenti proteici poveri di grassi sono: latte scremato, yogurt, carne magra, pesce, legumi, soia.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</section>
</div>
<div class="flex_column av_one_full  flex_column_div av-zero-column-padding first  avia-builder-el-39  el_after_av_one_half  el_before_av_one_full  column-top-margin">
<div class="av-special-heading av-special-heading-h2  blockquote modern-quote modern-centered  avia-builder-el-40  el_before_av_textblock  avia-builder-el-first  av-inherit-size ">
<h2 class="av-special-heading-tag " itemprop="headline"><strong><span id="Alimentazione_sportiva_consigli_nutrizionali">ALIMENTAZIONE SPORTIVA: CONSIGLI NUTRIZIONALI</span></strong></h2>
</div>
<section class="av_textblock_section " itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/BlogPosting" itemprop="blogPost">
<div class="avia_textblock  " itemprop="text">
<p>Un’ultima annotazione può essere fatta a proposito degli <a href="https://web.archive.org/web/20211206214336/http://www.cure-naturali.it/integratori-naturali/969/5-consigli-cosa-i-consumatori-dovrebbero-saper-sugli-integratori-alimentari/7017/a">integratori</a> <strong>energetici</strong>: molti atleti ne fanno uso nella loro dieta sportiva, ma vorremmo ricordare che è preferibile cercare negli <strong>alimenti</strong> e non negli <strong>integratori</strong>, ciò di cui abbiamo bisogno.</p>
<p>I cibi sono costituiti da miscele di sostanze che possono favorire o interferire con l’assorbimento dei nutrienti, senza squilibrarne l’apporto complessivo; per questo l’assunzione di nutrienti in forma pura, sotto forma di pillole, rischia di creare interferenze e squilibri nella corretta assunzione dei nutrienti.</p>
<p>Alcuni esempi: un’assunzione, anche per brevi periodi, di 50 mg/die di zinco interferisce con il corretto metabolismo di ferro e rame, mentre il calcio può interferire con l’assunzione di ferro e zinco.</p>
<p>Inoltre, gli <strong>alimenti</strong> contengono antiossidanti in forme chimiche diverse, mentre nelle pillole si trova una sola forma chimica, e anche questo provoca squilibri.</p>
<p>In conclusione, i principi nutritivi più sani ed equilibrati per una corretta <strong>dieta sportiva</strong> sono in assoluto quelli che l’organismo riceve dagli <strong>alimenti</strong> freschi, quindi è sufficiente un’alimentazione variata e ben bilanciata per assicurarci tutte le <strong>vitamine</strong> ed i <strong>sali minerali</strong> di cui abbiamo bisogno.</p>
<p>Il legame alimentazione, salute e forma fisica costituisce oggi un valore sia individuale che sociale fondamentale per realizzare una migliore qualità della vita, la promozione della salute e la prevenzione delle malattie.</p>
<p>L’<strong>attività sportiva</strong>, dal semplice movimento all’agonismo, favorisce e potenzia gli effetti di uno stato fisico ottimale, concentra e coordina le funzioni corporee in tecniche espressive che coinvolgono il corpo e la mente di un individuo.</p>
<p>E’ perciò importante promuovere, fin dall’infanzia, una <strong>corretta educazione alimentare</strong> e un’adeguata <strong>attività fisica</strong> da parte degli i operatori sanitari, affinché la cultura della <strong>salute</strong> entri sempre di più a fare parte della vita di ognuno di noi.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</section>
</div>
<div class="flex_column av_one_full  flex_column_div av-zero-column-padding first  avia-builder-el-42  el_after_av_one_full  el_before_av_one_full  column-top-margin">
<section class="av_textblock_section " itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/BlogPosting" itemprop="blogPost">
<div class="avia_textblock  " itemprop="text">
<table width="96%">
<tbody>
<tr>
<td width="32%">Alimenti</td>
<td width="18%">Quantità</td>
<td width="33%">Alimenti</td>
<td width="17%">Quantità</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">20 minuti – 2 ore</td>
<td colspan="2">2-3 ore</td>
</tr>
<tr>
<td><p>Birra</p>
<p>Brodo</p>
<p>Cacao</p>
<p>Caffè</p>
<p>Latte Bollito</p>
<p>The</p>
<p>Uova</p>
<p>Vino leggero</p>
<p>Frullati di verdura o frutta</p>
<p>Cocomero-Melone</p>
<p>Frutta</p>
<p>Latte scremato</p>
</td>
<td><p>200 g</p>
<p>200 g</p>
<p>200 g</p>
<p>200 g</p>
<p>100 – 200 g</p>
<p>200 g</p>
<p>100 g</p>
<p>200 g</p>
<p>200 g</p>
<p>200 – 400 g</p>
</td>
<td><p>Birra</p>
<p>Cacao con latte</p>
<p>Caffè con panna</p>
<p>Latte Bollito</p>
</td>
<td><p>300 – 500 g</p>
<p>300 g</p>
<p>200 g</p>
<p>300 – 500 g</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2">3 – 4 ore</td>
<td colspan="2">4 – 5 ore</td>
</tr>
<tr>
<td><p>Carne di manzo</p>
<p>Prosciutto</p>
<p>Piccione bollito</p>
<p>Piccione arrosto</p>
<p>Pane bianco</p>
<p>Riso bollito</p>
<p>Carote bollite</p>
<p>Caviale salato</p>
<p>Cavoli bolliti</p>
<p>Carote bollite</p>
<p>Spinaci bolliti</p>
<p>Cetrioli</p>
<p>Ravanelli</p>
<p>Mele</p>
<p>Marmellate</p>
<p>Banana</p>
</td>
<td><p>250 g</p>
<p>160 g</p>
<p>230/260 g</p>
<p>195 g</p>
<p>150 g</p>
<p>150 g</p>
<p>150 g</p>
<p>12 g</p>
<p>150 g</p>
<p>150 g</p>
<p>150 g</p>
<p>150 g</p>
<p>150 g</p>
<p>150 g</p>
<p>150 g</p>
<p>150 g</p>
</td>
<td><p>Acciughe salate</p>
<p>Lepre arrosto</p>
<p>Lingua</p>
<p>Oca arrosto</p>
<p>Pernice arrosto</p>
<p>Piccione arrosto</p>
<p>Piselli</p>
<p>Arrosti</p>
<p>Lenticchie</p>
<p>Fritture</p>
<p>Crauti</p>
<p>Carni grasse</p>
<p>Strutto, burro</p>
</td>
<td><p>200 g</p>
<p>250 g</p>
<p>250 g</p>
<p>250 g</p>
<p>250 g</p>
<p>210 g</p>
<p>200 g</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
</section>
</div></div>
			</div>
			</div>
				
				
				
				
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		<title>Sovrappeso e Obesità</title>
		<link>https://www.studionutrizionezanghi.it/sovrappeo-e-obesita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Dec 2023 16:26:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nutrizione di base]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.studionutrizionezanghi.it/?p=177</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sovrappeso e obesità definizione Con i termini di sovrappeso e obesità si considerano due diversi livelli della stessa condizione: un peso eccessivo come.....</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.studionutrizionezanghi.it/sovrappeo-e-obesita/">Sovrappeso e Obesità</a> proviene da <a href="https://www.studionutrizionezanghi.it">Studio Nutrizione Zanghi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><div class="et_pb_section et_pb_section_3 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
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<section class="av_textblock_section " itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/BlogPosting" itemprop="blogPost">
<div class="avia_textblock  " itemprop="text">
<h2><strong><span id="Sovrappeso_e_obesita_definizione">Sovrappeso e obesità definizione</span></strong></h2>
<p>Con i termini di <strong>sovrappeso e obesità</strong><span> </span>si considerano due diversi livelli della stessa condizione: un peso eccessivo come conseguenza di un aumentato accumulo di grasso. Rappresentano senza ombra di dubbio un fattore di rischio per la salute in particolar modo<span> </span><strong>cardio-vascolare</strong>.</p>
<p>Si parla di <strong>obesità</strong> quando una persona pesa oltre il 20% in più rispetto al suo peso corporeo ideale, mentre si dice che è in <strong>sovrappeso</strong> se pesa il 10-20 % in più. Per la valutazione dell’obesità non è importante solo l’indice di massa corporea, ma vi sono differenze individuali in parte genetiche ed in gran parte a seconda della distribuzione del grasso corporeo e non.</p>
<p>Infatti mentre meno grave la cosiddetta distribuzione del grasso nell’obeso a tipo ginoide o femminile, cioè alla parte inferiore del <strong>corpo</strong> (soprattutto cosce e glutei), la distribuzione a tipo androide caratterizzata soprattutto dalla grossa pancia, in cui il grasso è localizzato prevalentemente intorno ai visceri interni, come l’addome ed il torace, è molto più pericolosa per i danni che può provocare.</p>
<h2><strong><span id="L8217indice_di_massa_corporea_come_primo_parametro_di_riferimento">L’indice di massa corporea come primo parametro di riferimento</span></strong></h2>
<p><strong>L’indice di massa corporea (BMI) </strong>è l’unità di misura con cui oggi si classifica il peso di una persona e si calcola dividendo il peso corporeo, espresso in chilogrammi, per l’altezza, espressa in metri al quadrato.</p>
<p>Quando si è in sovrappeso l’indice di massa corporea è compreso fra i 25 e i 30.</p>
<p>E’ inoltre possibile classificare il sovrappeso in base alle zone in cui si posiziona l’accumulo di grasso.</p>
<p>Mentre per gli adulti<span> </span><strong>calcolare</strong><span> </span>il BMI è relativamente facile e si calcola mettendo appunto in relazione il peso e l’altezza, reperire questo indicatore risulta molto piu’ difficile se si tratta di bambini e adolescenti.</p>
<p>I pediatri consigliano i genitori di calcolare il BMI dei propri figli a partire dal secondo anno di vita. Il sesso del bambino, l’altezza e la sua data di nascita determinano il range percentile, in cui in base ad un calcolo statistico e’ possibile calcolare il BMI di ragazzi e adolescenti.</p>
<p>Sottopeso: se il numero e’ entro il quinto percentile</p>
<p>Normopeso: dal quinto all’85esimo</p>
<p>Sovrappeso: dall’85esimo al 95esimo</p>
<p>Obeso: dal 95esimo percentile in poi</p>
<p>&nbsp;</p>
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</section>
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<h2 class="av-special-heading-tag " itemprop="headline"><strong><span id="Obesita_classificazione">Obesità Classificazione</span></strong></h2>
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<div class="avia_textblock  " itemprop="text">
<h3><strong><span id="Quando_si_e_in_sovrappeso_e_quando_si_e_obeso">Quando si è in sovrappeso e quando si è obeso</span></strong></h3>
<p>La distribuzione adiposa può essere identificata mettendo in rapporto la misurazione in Cm della Circonferenza della Vita e la misurazioni in Cm della Circonferenza dei Fianchi (Waist/Hip Ratio – WHR -)</p>
<ul>
<li>Androide: WHR &gt; 0.85</li>
<li>Ginoide: WHR &lt; 0.78</li>
<li>Intermedia: WHR &lt; 0.84</li>
</ul>
<p>Numerosi studi hanno riconosciuto che un eccesso di grasso nella zona addominale (androide), è un importante fattore nel determinare lo sviluppo di alcune patologie, indipendentemente dalla quantità di peso in eccesso.</p>
<p>Il livello di rischio minimo coincide con un <strong>indice di obesità</strong> compreso fra 19,5 e 24,9 e aumenta sia se tale valore aumenta sopra i 25 sia che scenda sotto i 19,5. Dunque occhio al <strong>sovrappeso</strong> ma anche al sottopeso.</p>
<p><strong>obesità di tipo androide: </strong>Questo tipo di sovrappeso viene considerato più rischioso poichè è quello che solitamente si associa a ipertensione arteriosa, diabete, ipercolesterolemia e iperuricemia. La conseguenza di tutto ciò sta in un aumento della frequenza di malattie cardiovascolari in questi soggetti, fra i quali si riscontrano i casi più frequenti di decesso per infarto miocardico.</p>
<p><strong>obesità di tipo ginoide: </strong>Questo tipo di sovrappeso non comporta i rischi di quello precedente in quanto non è direttamente correlato con le malattie descritte sopra. Il danno maggiore che esso comporta è “limitato” all’azione meccanica che un carico eccessivo esercita soprattutto sulle articolazioni del ginocchio e del piede e che esita invariabilmente in artrosi. L’obesità di tipo ginoide, comporta alterazioni a livello della circolazione venosa, il ché a sua volta, è alla base dello sviluppo della cosiddetta “cellulite”.</p>
<p><strong>Tipo intermedio: </strong>Questo tipo di sovrappeso è intermedio anche per quanto riguarda la predisposizione alle malattie già descritte poichè non è pericoloso come il tipo androide ma nemmeno cosi “innocuo” come quello ginoide. Il discorso sui danni da sovraccarico articolare rimane, comunque, valido come per tutti gli altri tipi di sovrappeso.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<h2 class="av-special-heading-tag " itemprop="headline"><strong><span id="Elenco_completo_delle_patologie_che_e_possibile_sviluppare_con_laumento_del_bmi_indice_massa_corporea">ELENCO COMPLETO DELLE PATOLOGIE CHE È POSSIBILE SVILUPPARE CON L’AUMENTO DEL B.M.I. INDICE MASSA CORPOREA</span></strong></h2>
<div class="av-subheading av-subheading_below  ">
<hr />
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<div class="avia_textblock  " itemprop="text">
<ul>
<li>Malattie cardiovascolari (infarto, ipertensione, ictus)</li>
<li>Diabete tipo II</li>
<li>Malattie della colecisti</li>
<li>Malattie del fegato</li>
<li>Cancro (cancro del colon, cancro della mammella, cancro dell’endometrio, cancro della colecisti)</li>
<li>Dislipidemie (ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia)</li>
<li>Gotta</li>
<li>Alterazioni della funzionalità mestruale (riduzione della fertilità e della possibilità di gravidanza)</li>
</ul>
</div>
</section>
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<div class="avia_textblock  " itemprop="text">
<blockquote>
<p>Con il BMI è possibile la valutazione assoluta del rischio di sviluppare patologie, mentre con la valutazione della<span> </span><strong>distrettualità dell’accumulo di grasso (WHR),</strong><span> </span>si può risalire verso quali patologie tale rischio è più sensibile.</p>
</blockquote>
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</section>
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<h2 class="av-special-heading-tag " itemprop="headline"><strong><span id="Fattori_che_possono_influenzare_laumento_del_peso">FATTORI CHE POSSONO INFLUENZARE L’AUMENTO DEL PESO</span></strong></h2>
<div class="av-subheading av-subheading_below  ">
<p>L’eziopatogenesi del sovrappeso e dell’obesità può ricondursi ad una serie di fattori che in diversa maniera possono influenzare l’aumento di peso.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<section class="av_textblock_section " itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/BlogPosting" itemprop="blogPost">
<div class="avia_textblock  " itemprop="text">
<h3><span><strong></strong></span></h3>
<h3><span><strong></strong></span></h3>
<h3><span id="Fattori_genetici"><strong>Fattori genetici</strong></span></h3>
<p>Alcuni studi condotti su gemelli hanno fornito l’evidenza clinica sull’importanza che esercita sull’accumulo di grasso e sulle alterazioni del comportamento alimentare. Uno studio condotto su 362 coppie di gemelli cresciute assieme e 311 coppie allevate separatamente, ha evidenziato, in modo inequivocabile che i gemelli omozigoti, anche se cresciuti in ambienti diversi, mostravano livelli simili di peso corporeo. Inoltre, è stato stimato che il rischio di obesità nelle famiglie dei soggetti obesi è due volte superiore rispetto alla popolazione generale.</p>
<h3><span id="Fattori_ambientali"><strong>Fattori ambientali</strong></span></h3>
<p>Pur accettando l’idea che la genetica abbia un ruolo importante nello sviluppo del sovrappeso, l’attuale livello percentuale di obesità nei paesi industrializzati non può essere imputata semplicemente ad una questione di geni. Infatti, tale epidemia di sovrappeso, sarebbe impossibile se non vi fossero fattori ambientali, come la dieta. È ormai risaputo che il peso aumenta quando le calorie introdotte superano quelle eliminate.</p>
<p>Dunque una dieta ricca in grassi, capaci di apportare un numero più che doppio di calorie rispetto a proteine e carboidrati, è responsabile di un aumento di peso. Occorre sottolineare che i grassi, pur avendo un numero elevato di calorie, hanno una scarsa capacità di far terminare l’assunzione di cibo e di sopprimere la fame.</p>
<p>Non è da sottovalutare che i cibi ricchi in grasso, appena messi in bocca, danno una sensazione molto piacevole, per cui è facile assumerli in eccesso.<br />Anche l’attività fisica gioca un ruolo chiave nello sviluppo dell’obesità. Basti pensare infatti che il sovrappeso è assente negli atleti professionisti in attività e presente negli stessi atleti che hanno interrotto le competizioni.</p>
<p>Un luogo comune che occorre sfatare, è che l’attività fisica faccia venire più fame. È stato dimostrato che, chi svolge attività fisica regolare tende a mangiare una quantità di cibo con contenuto calorico di poco inferiore a quello consumato. Esperienza comune, di chi si sottopone a programmi di attività fisica dimagrante, è che al temine della seduta si avverta una soppressione della fame.</p>
<h3><span id="Fattori_sociali"><strong>Fattori sociali</strong></span></h3>
<p>Esiste una prevalenza di <strong>sovrappeso e obesità</strong> nelle persone con più bassa scolarità e reddito. Allo stesso modo, si tende ad ingrassare dopo il matrimonio. Alcune culture asiatiche e africane, esaltano e perseguono il sovrappeso che considerano un segno di benessere e prosperità. È evidente che nella nostra società tale considerazione è all’opposto.</p>
<p><em>Il proliferare dei Fast-food e dei loro cibi ricchi in grassi e poco sazianti, ha coinciso con un’impennata della percentuale di <strong>sovrappeso e obesità</strong></em>.<br />Molti messaggi dei mass media sono creati da specialisti della comunicazione che hanno molti più soldi e risorse per pubblicizzare cibi ipercalorici di quanti ne abbia chi si deve occupare di diffondere una corretta alimentazione.</p>
<h3><span id="Sesso"><strong>Sesso</strong></span></h3>
<p>Numerosi processi fisiologici contribuiscono ad aumentare il deposito di grasso corporeo nelle donne perché il tessuto adiposo è essenziale per assicurare la capacità riproduttiva femminile.</p>
<h3><span id="Sovrappeso_e_gravidanza"><strong>Sovrappeso e gravidanza</strong></span></h3>
<p>Una alimentazione carente della <a href="https://web.archive.org/web/20211206205704/https://www.studionutrizionezanghi.it/nutrizione-in-gravidanza-e-allattamento/" target="_blank" rel="noopener">donna in gravidanza</a> sembra favorisca lo sviluppo di sovrappeso. Per spiegare tale associazione è stata elaborata l’ipotesi secondo cui un feto esposto a carenze alimentari, adatti la sua crescita ed il suo metabolismo alle attese di un’alimentazione carente dopo la nascita.</p>
<p>Tra i sei e i dieci anni, si assiste al periodo del rimbalzo adiposo; in questo periodo di solito il bambino impara a socializzare ed è maggiormente vulnerabile ad adottare comportamenti alimentari scorretti.</p>
<h3><span id="Sospensione_del_fumo"><strong>Sospensione del fumo</strong></span></h3>
<p>E’ stato stimato che ogni sigaretta fumata coincida con un consumo calorico di circa 15 kcal. Per cui un fumatore da un pacchetto al giorno, una volta che sospenda il fumo, si ritrova con una riduzione del dispendio energetico di circa 300 kcal. Inoltre per resistere alla voglia di sigaretta spesso si mettono in bocca caramelle o cioccolatini che contengono calorie.</p>
<h3><span id="Farmaci"><strong>Farmaci</strong></span></h3>
<p>Esistono alcuni farmaci che possono causare un aumento di peso, come antipsicotici, antidepressivi, antiepilettici, insulina, cortisonici.</p>
<h3><span id="Disfunzioni_endocrine"><strong>Disfunzioni endocrine</strong></span></h3>
<p>Al contrario di quanto si pensa, l’obesità derivante da disfunzioni endocrine è molto rara, presente in meno dell’1 % dei soggetti obesi.</p>
<p>&nbsp;</p>
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</div>
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<h2 class="av-special-heading-tag " itemprop="headline"><strong><span id="Obesita_infantile">OBESITÀ INFANTILE</span></strong></h2>
</div>
<section class="av_textblock_section " itemscope="itemscope" itemtype="https://schema.org/BlogPosting" itemprop="blogPost">
<div class="avia_textblock  " itemprop="text">
<p>In Italia due bambini su 10 sono in sovrappeso e uno su 10 è obeso, con  una maggiore prevalenza nel centro sud. L’<strong>obesità nei bambini</strong> è un fenomeno non solo dilagante ma anche persistente: circa il 50% degli adolescenti obesi rischia di esserlo anche da adulto.</p>
<h3><span id="Quali_sono_i_rischi_dellobesita_infantile"><strong>Quali sono i rischi dell’obesità infantile</strong></span></h3>
<p>Sempre più bambini e adolescenti soffrono di patologie conseguenti all’obesità sinora sconosciute nell’infanzia, come ipertensione, dislipidemia e diabete di tipo 2.</p>
<p><span>Nuovi dati sulle complicanze dell’obesità emergono dalla recente </span><a href="https://web.archive.org/web/20211206205704/https://www.sip.it/2017/12/04/consensus-su-diagnosi-trattamento-e-prevenzione-dellobesita-nei-bambini-e-negli-adolescenti/" target="_blank" rel="noopener"><em>Consensus</em> <em>SIP-SIEDP su Diagnosi, trattamento e prevenzione dell’obesità del bambino e dell’adolescente</em></a><span>:</span></p>
<ul>
<li>un bambino obeso su 20 ha la glicemia alta, condizione definita di pre-diabete, cioè un’alterazione del metabolismo del glucosio che però può ancora regredire;</li>
<li>più del 30% dei bambini obesi hanno trigliceridi e colesterolo elevati ridotto rispetto ai valori di normalità, condizione che li espone a rischi di sindrome metabolica e alla comparsa di arteriosclerosi;<strong> </strong></li>
<li>più del 30% dei bambini obesi hanno grasso accumulato nel fegato, condizione evidente di un danno epatico iniziale che però può progredire e peggiorare nel tempo;</li>
<li>più del 10% dei bambini obesi ha valori pressori superiori alla norma.</li>
</ul>
<p>Questi rischi possono essere contrastati con il controllo del peso, attraverso corretti stili di vita e una dieta equilibrata, ma è molto importante l’intervento precoce!</p>
<h3><span id="Prevenire_lobesita_infantile_il_Decalogo_SIP-SIEDP"><strong>Prevenire l’obesità infantile: il Decalogo SIP-SIEDP</strong><strong> </strong></span></h3>
<p>La chiave per la prevenzione dell’obesità?  Cominciare sin dalle prime età della vita. I primi 1000 giorni di vita (gravidanza e primi due anni di vita) sono un periodo cruciale per la salute futura: la letteratura scientifica ha infatti dimostrato che ciò che accade in questo periodo può influenzare la predisposizione a varie malattie nelle età future.</p>
<p>Allattamento al seno, svezzamento secondo le raccomandazioni nazionali, no a sale e a zuccheri aggiunti sono alcune tra le regole principali che i bambini devono seguire nei primi due anni di vita per prevenire sovrappeso e obesità e quindi l’insorgere di patologie in età adulta.</p>
<p>Per saperne di più leggi il Decalogo SIP-SIEDP per la prevenzione dell’obesità infantile con le regole da osservare dal concepimento e per l’intera vita.</p>
<h3><span id="Un_tassello_cruciale_il_corretto_divezzamento"><strong>Un tassello cruciale: il corretto divezzamento</strong></span></h3>
<p>Quando iniziare il divezzamento? Quali sono gli errori da non commettere nel passaggio da un’alimentazione esclusivamente lattea ad un’alimentazione semi-solida e poi solida?</p>
<p>Consulta le corrette regole nel documento “<a href="https://web.archive.org/web/20211206205704/https://www.sip.it/2017/09/25/divezzamento-ecco-le-corrette-regole/" target="_blank" rel="noopener">Corretta alimentazione ed educazione nutrizionale nella prima infanzia F.A.Q.</a>” pubblicato dal Ministero della Salute e frutto del lavoro del tavolo tecnico di cui hanno fatto parte sia la Società Italiana di Pediatria sia la Società Italiana di Nutrizione Pediatrica.</p>
<h3><span id="Se_tuo_figlio_e_obeso_non_dicre_che_e_8220percostituzione8221_Apri_gli_occhi_e_aiutalo"><strong>Se tuo figlio è obeso non dicre che è “per costituzione”. Apri gli occhi e aiutalo!</strong><strong> </strong></span></h3>
<p>La regola principale per tenere lontani <strong>sovrappeso e obesità</strong>, valida a tutte le età della vita, è seguire un’alimentazione a bassa densità calorica, basata sui principi della dieta mediterranea, con almeno 5 porzioni tra frutta, verdura e ortaggi, privilegiando le fonti vegetali di proteine e ripartita in circa 5 pasti giornalieri<strong>. </strong></p>
<p>A questa si deve aggiungere un’altra “regola d’oro”: trascorrere mediamente almeno 60 minuti al giorno in attività fisica moderata/intensa. E’ documentato che l’attività fisica previene <strong>sovrappeso e obesità</strong> e migliora il metabolismo a tutte le età.</p>
<h3><span id="Non_solo_sport_ma_anche_gioco_gli_stili_di_vita_corretti_nellinfanzia"><strong>Non solo sport… ma anche gioco: gli stili di vita corretti nell’infanzia</strong></span></h3>
<p>Promuovere l’attività fisica nei bambini non significa necessariamente coinvolgerli in un’attività sportiva strutturata, ma avere uno stile di vita attivo (camminare a piedi, andare sul triciclo o in bicicletta, giocare all’aperto, fare le scale ecc. .)</p>
<p>Il movimento non è solo sport, è anche gioco, passeggiate all’aria aperta: tutte attività che devono far parte delle abitudini quotidiane di bambini ed adolescenti di tutte le età.</p>
<p>La Società Italiana di Pediatria ha promosso <a href="https://web.archive.org/web/20211206205704/https://www.sip.it/2017/09/25/non-solo-sport-ma-anche-gioco-la-piramide-dellattivita-fisica-e-motoria-per-combattere-lobesita/" target="_blank" rel="noopener">la piramide dell’attività fisica e motoria</a>. Alla base della piramide sono indicate le attività da svolgere quotidianamente, man mano che si sale verso i gradini più alti della piramide si incontrano le attività da svolgere con minore frequenza.</p>
<h3><span id="La_dieta_mediterranea_diventa_transculturale"><strong>La dieta mediterranea diventa “transculturale”</strong><strong> </strong></span></h3>
<p>Per fare incontrare i dettami e i principi di salute della dieta mediterranea – patrimonio culturale immateriale dell’umanità secondo l’UNESCO – con i sapori delle altre popolazioni che vivono nel nostro Paese la Società Italiana di Pediatria ha realizzato la  <a href="https://web.archive.org/web/20211206205704/https://www.sip.it/2017/09/25/il-cibo-unisce-ecco-la-piramide-alimentare-transculturale/" target="_blank" rel="noopener">Piramide Alimentare Transculturale</a>.</p>
<p>Non solo pasta e riso: nei piatti dei bambini entrano sorgo, miglio e quinoa, all’insegna dello slogan “il cibo unisce” perché l’integrazione tra i popoli comincia dai menù dei più piccoli.</p>
<h3><span id="Quello_che_devono_sapere_i_pediatri_sullobesita_le_novita_della_Consensus_SIP-SIEDP"><strong>Quello che devono sapere i pediatri sull’obesità: le novità della Consensus SIP-SIEDP</strong></span></h3>
<p>Il ruolo del pediatra è di assoluto primo piano nella strategia complessiva di contrasto nell’<strong>obesità infantile</strong>, soprattutto in chiave preventiva.</p>
<p>Tre indicazioni importanti emergono dalla <em><a href="https://web.archive.org/web/20211206205704/https://www.sip.it/2017/12/04/consensus-su-diagnosi-trattamento-e-prevenzione-dellobesita-nei-bambini-e-negli-adolescenti/" target="_blank" rel="noopener">Consensus SIP-SIEDP su Diagnosi, trattamento e prevenzione dell’obesità del bambino e dell’adolescente</a>.</em></p>
<p><em>Diagnosi precoce. </em>La correzione precoce dell’eccesso ponderale prevede la necessità di riconoscere con tempestività sia il sovrappeso, condizione reversibile con maggior facilità, che l’obesità franca, condizione ben più impegnativa e resistente al trattamento.</p>
<p>Rapporto peso lunghezza nei primi due anni e, nelle età successive, <strong>indice di massa corporea nei bambini</strong> sono gli indici di riferimento. Le tabelle proposte quale riferimento, per entrambe gli indici, sono quelle dell’OMS.</p>
<p><em>Nutrizione delle prime età</em>. Recenti evidenze dell’estrema sensibilità dell’organismo nelle prime età all’azione di fattori modulanti l’espressione genica a lungo termine (epigenetica) evidenziano l’assoluta importanza dell’azione preventiva sin dalla nascita per ridurre il rischio della comparsa di tutte le malattie croniche non trasmissibili, prima tra tutte l’obesità.</p>
<p><em>Complicanze. </em>La ricerca di alterazioni metaboliche (dosaggio di glicemia e profilo lipidico, misurazione della pressione arteriosa, esecuzione ecografia epatica) è suggerita per i bambini obesi di età superiore ai 6 anni e per gli adolescenti obesi.</p>
<p>Aumento dei trigliceridi e riduzione dell’HDL colesterolo, aumento di glicemia e pressione arteriosa e accumulo di grasso nel fegato sono condizioni comuni a molti bambini e adolescenti obesi. In alcuni casi la compromissione metabolica è multipla (sindrome metabolica).</p>
<p>La persistenza dei fattori di rischio cardiometabolico promuove la comparsa di complicanze più gravi, con diagnosi di dislipidemia, intolleranza al glucosio, ipertensione arteriosa, steatoepatite. Di qui l’utilità di riconoscere l’eventuale condizione di anormalità e correggerla prima che diventi patologia conclamata.</p>
<h3><span id="Dallapproccio_dietetico-restrittivo_a_quello_cognitivo-comportamentale"><strong>Dall’approccio dietetico-restrittivo a quello cognitivo-comportamentale </strong><strong> </strong></span></h3>
<p>Non solo diete restrittive, negli ultimi anni è stato proposto un approccio cognitivo-comportamentale basato sull’educazione terapeutica centrato sulla famiglia.</p>
<p>Questi nuovi programmi hanno la finalità di raggiungere una riduzione del peso attraverso cambiamenti dello stile di vita, realizzati partendo dal rispetto del paziente e della sua famiglia, proponendo un colloquio motivazionale, potenziando le competenze familiari, rendendo i piccoli pazienti ‘autonomi’, superando i sensi di colpa legati al peso e al fallimento delle terapie dietetiche intraprese, ed al cattivo rapporto con la propria immagine corporea.</p>
<p>Questo percorso educativo cerca di superare la vergogna che blocca la famiglia davanti ad una patologia stigmatizzante, di affrontare e ridurre gli episodi di derisione e bullismo tanto comuni in ambito domestico, scolastico e persino sanitario, che fanno soffrire i bambini e i ragazzi, con lo scopo di modificare le rappresentazioni mentali, gli atteggiamenti e i comportamenti delle famiglie con obesità nei confronti degli alimenti e dell’attività motoria attraverso un processo di empowerment, cioè di crescita culturale e presa in carico consapevole ed autonoma delle loro scelte di vita e di salute.</p>
<p>obesità infantile tratto da un articolo <span>di <a href="https://web.archive.org/web/20211206205704/https://www.sip.it/2017/12/18/obesita-infantile-quello-devi-sapere/" target="_blank" rel="noopener">Cinthia Caruso</a> redazione sito web, Claudio Maffeis, Università di Verona, Elena Bozzola, consigliere nazionale SIP</span></p>
</div>
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